Bollini e la serie B. Un abito troppo largo?

di Vittorio Galigani
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Una gestione deficitaria quella di Bollini alla guida della Salernitana. Riassunta in tre sconfitte su quattro partite. La vittoria di Frosinone, come il volo di una rondine isolata, aveva illuso un po’ tutti. Anche chi sta scrivendo. E’ invece una squadra senza identità. Che non dimostra equilibrio nella impostazione tattica del quattro, tre, tre. Con alcune scelte poco condivisibili. Di una impalpabile evanescenza di Joao Silva, schierato al centro dell’attacco (Coda era squalificato), “mortificando” in panchina Donnarumma

Alcuni giocatori, mandati in campo con funzioni diverse dalle loro caratteristiche, offrono un rendimento al di sotto delle loro riconosciute possibilità. L’esempio lo offrono in diversi. Improta, validissimo in un centrocampo a cinque, ma che si smarrisce se schierato da esterno d’attacco. Donnarumma che risulta sempre determinante da prima punta, diventa evanescente sui lati. Vitale, che la sua partita la fa sempre, non può essere sacrificato in marcatura pura dove, non possedendo la fase di contenimento, rimedia sovente brutte figure.

Altri che in avvio di stagione dovevano rappresentare i perni della squadra, nei  rispettivi ruoli, non risultano ancora totalmente pervenuti. Schiavi, Laverone, Della Rocca, Perico. Lo stesso Tuia, se promosso a titolare fisso, evidenzia delle carenze.

Bollini, a domanda specifica, risponde aggrappandosi a degli alibi. L’espressione dei deboli a caccia di giustificazioni. I “se” o gli “avessimo” non rimpinguano la classifica. Il rischio che con i media si possano ripetere esperienze poco piacevoli, del recente passato, è già più di una semplice sensazione. Le lacune della difesa sono rimaste tali. Il centrocampo latita. Lo conferma e lo evidenzia la bocciatura di Ronaldo, sostituito ad Avellino allo scadere del primo tempo.

Concetti ed idee sull’impostazione tattica denotano un approccio, del tecnico, poco positivo.

Il derby di Avellino appunto. Era particolarmente sentito dai supporters granata. Rappresentava una tappa determinante per ricompattare l’ambiente. Squadra e tecnici avevano l’opportunità di riconquistare anche la parte più “calda” del tifo. La vicinanza di quei 400 presenti alla rifinitura sulla “tribunetta” del Volpe rappresentava un messaggio che più esplicito non si può.

Gli ottocento tagliandi disponibili per gli spalti del Partenio, andati in esaurimento nel breve volgere di un’ora, ne sono la palese conferma. Magari ne fossero stati tremila si sarebbe verificato un esodo di massa. La prestazione non è stata pari alle premesse e la classifica del presente inizia a preoccupare. Gli umori si sono guastati. Al momento risultano tradite le stesse ambizioni di Claudio Lotito che vede allontanarsi la zona play off.

La domanda è inevitabile. Che Bollini possa essere ancora acerbo per la serie B?


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