Bollini sulla strada della “beatificazione”. Il “magno” Claudio non lo scarica nessuno

di Vittorio Galigani
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La Salernitana vince e convince. Bollini sembra averne messo a punto il “motore”. La striscia di tre vittorie consecutive (più il pareggio, sofferto, di Benevento) porta i granata a soli quattro punti dalla zona nobile della classifica. Con dieci partite ancora da giocare e trenta punti a disposizione bisogna crederci. Con determinata convinzione.

Un’ora, forse più, di bel gioco hanno annichilito l’Ascoli. I bianconeri non si sono mai presentati, concretamente, davanti a Gomis. Non lo hanno mai impensierito. La terza gara consecutiva che la difesa granata non subisce gol. Questa è la nota più positiva che va ad aggiungersi alla vittoria. Il reparto difensivo sta dimostrando, finalmente, compattezza e solidità. Le distrazioni del girone d’andata, quei tanti gol subiti in situazioni a palla ferma, stanno diventando un ricordo remoto.

Anche contro i marchigiani Bollini ha adottato la strategia tattica che predilige. Quando la partita si avvia alla conclusione, nei venti minuti finali, raccoglie la squadra nella propria trequarti. Accorcia e chiude tutti gli spazi. Manda in campo chi gli garantisce maggiore interdizione e copertura. Bittante in questo compito è un predestinato.  Improta e Sprocati hanno gamba e “polmoni”per garantirgli continuità. La sostituzione di Donnaruma e Vitale, che si stavano impegnando e stavano anche giocando bene, rientra in questa logica.

I nuovi arrivati della campagna trasferimenti di gennaio si sono ben integrati nel gruppo. Bollini sta dimostrando di aver trovato la quadra. Predilige, nel presente, la fisicità all’estro. I risultati raccontano che Rosina, per il momento, sta bene seduto in panchina accanto a lui. Più avanti si renderà nuovamente utile.

In Curva Sud Siberiano è scomparsa quella scritta “meritateci”. Il messaggio del pomeriggio era certamente più “simpatico”. La squadra sta riportando la gente allo stadio. Gli oltre diecimila presenti sugli spalti nella gara con l’Ascoli ne sono la testimonianza. L’entusiasmo, i cori di incoraggiamento, l’abbraccio globale a fine gara certificano le note del riavvicinamento. La contestazione di alcune settimane addietro è scemata nel dimenticatoio. Il ritorno dalla prossima trasferta di Pisa, con un risultato positivo, contribuirebbe ad incrementare il clima di entusiasmo. Immaginare oltre 15 mila presenze all’Arechi, nella prossima in casa, non è frutto dell’immaginazione.

Claudio Lotito, presente in tribuna, ha gioito della nuova situazione. Mirare ai play - off si può. Ha glissato elegantemente sul suo ruolo nel “palazzo”. Ha solo tenuto a precisare “a me non me scarica nessuno”. Come abbiamo più volte ripetuto, per lui parlano i numeri. Chi lo osteggia dovrebbe riflettere. Un accordo (politico) porterebbe Claudio Lotito e Beppe Marotta in Consiglio Federale, in rappresentanza della serie A. Andrebbero a sedersi, entrambi, nel Comitato di Presidenza. Sarebbe la soluzione migliore. Il suo contributo risulterebbe sempre utile alla causa. In ogni caso meglio averlo seduto accanto, al tavolo, piuttosto che “mina vagante”, avversaria, all’esterno


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Giovedì 27 Aprile
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