Derby da armistizio dopo una settimana tribolata. Tavecchio confermato presidente, modifiche alla multiproprietà?

di Vittorio Galigani
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Al culmine di una tribolata settimana la Salernitana è andata a cogliere un pareggio, “prezioso”, a Benevento. Una tregua temporanea con i tifosi che anche al "Vigorito" hanno nuovamente esposto quello striscione “Indegni" riferito ai calciatori ed alla dirigenza.

Grande l’impegno profuso da chi è sceso in campo, scellerato quell’intervento di Odjer nell’asse mediana del campo, Gomis sontuoso nel respingere tutti gli attacchi avversari, un pizzico di malasorte nei minuti finali della gara. Questa la fotosintesi della partita. Un pareggio che rivitalizza il rapporto sfilacciato con la tifoseria, ma che deve essere confermato dalle prossime prestazioni. La maglia sudata nel giocare in inferiorità numerica per gran parte della contesa ed il momentaneo vantaggio, difeso a denti stretti, hanno fatto sì che i mille ed oltre presenti sugli spalti incitassero costantemente la squadra, sotterrando “l’ascia” della contestazione.

Una settimana tribolata, abbiamo detto, anche se la Società ha, giustamente, cercato di minimizzare sull’accaduto. Rosina e contorni. Sintomatico comunque che il capitano “paghi”, in ogni caso, con l’esclusione e non mette piede in campo per tutta la gara.

Nella sostanza il punto conquistato nel derby non cambia di molto la classifica e gli equilibri. Torna utile, momentaneamente, soltanto al suo allenatore. Un ulteriore passo falso lo avrebbe messo ancor più in discussione. Bollini, da tutti ritenuto uomo di fiducia di Lotito (a torto o a ragione?) va, imperterrito, per la sua strada. Fa scelte non sempre condivise. Lo stesso Rosina, qualunque sia stato il motivo della sua assenza dal ritiro di Paestum, va fuori squadra. Donnarumma prosegue nel suo stato di purgatorio.

La gara di Benevento esporta un segnale positivo sul gruppo. Sullo spogliatoio. Il rapporto squadra-allenatore appare rinforzato. Un aspetto corroborante in prospettiva campionato. L’ambiente attende conferma e se lo augura.

Sabato scende all’Arechi il Brescia. Una compagine che sta tradendo le aspettative iniziali di quella proprietà. Da più settimane si vocifera che Brocchi, il suo allenatore, sia sotto esame e che il pericolo di esonero sia incombente.

Sarà una gara tra convalescenti. Tra le mura amiche Bollini ha il dovere di dimostrare qualità e bel gioco. Nella partita di Benevento ha prevalso il sacrificio. Contava il risultato. L’inferiorità numerica ha imposto scelte tattiche appropriate a scapito del bel gioco. All’Arechi ci si aspetta di vedere, finalmente, una squadra propositiva anche nella fase d’attacco.

Lunedì scorso l’assise federale ha scelto per la riconferma di Carlo Tavecchio alla guida della Federcalcio, la possibilità di nuovi scenari sulla regola delle multiproprietà potrebbero essere imminenti. Sulla Salernitana potrebbero aprirsi nuove prospettive. Scenari più ambiziosi. Avremo modo di approfondire. A breve.


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