La Salernitana, “tanta roba”. Giusto premio al lavoro di Lotito, Mezzaroma e Fabiani. Bollini gonfia il petto

di Vittorio Galigani
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La Salernitana. Tanta Roba, come si usa dire dalle nostre parti. Merito di una sinergia che si sta imponendo giorno dopo giorno. Vede protagonisti il “Magno” Claudio, suo cognato Marco Mezzaroma. Il “console” a Salerno Angelo Fabiani, Alberto Bollini, la squadra. Tutto lo staff. L’immenso popolo granata.

Tanta roba. Appunto. Cinque risultati utili consecutivi, 13 punti, una media promozione che porta la Salernitana a due soli punti dalla zona play off. Che cancella, con un sontuoso colpo di spugna, tutte le incertezze ed il pessimismo che aleggiavano sull’ambiente soltanto un mese addietro.

Alberto Bollini, che anche io ho messo alle volte in discussione, si sta ricucendo sul petto tutti i distintivi. Non si mantiene quella marcia se, a monte, non c’è la concretezza di un buon lavoro svolto sul campo.

Il campo, appunto, che sta anche rivalutando le operazioni della campagna trasferimenti  di gennaio. Angelo Fabiani, il “console”, l’interprete sul territorio del volere della proprietà, ha operato con sano criterio. Incastonando , al posto più appropriato, tutte le tessere del mosaico. Dopo l’indispensabile periodo di affiatamento, i nuovi arrivati si sono inseriti con successo.

Lotito e Fabiani, troppo spesso facilmente additati come artefici di un progetto traballante da quelli che hanno sempre voluto identificare Salerno come una succursale. Sbagliavano. La contestazione nei loro confronti era sin troppo facile. Bastava un mezzo passo falso per far alzare cori e agitazione, nei loro confronti, alle porte degli spogliatoi. Il tempo sta smentendo tutti. I numeri (finanziari e sportivi) danno ragione alla politica adottata da Claudio Lotito. Angelo Fabiani si sta confermando il migliore esecutore di quella strategia.

Tra i distintivi di Alberto Bollini la continuità, nel rendimento, di alcuni giocatori. Minala e Odijer ben coadiuvati da un crescente Zito (sembra aver ritrovato la verve di alcuni anni orsono) garantiscono fisicità e geometrie a centrocampo. La difesa è divenuta impenetrabile. Gomis viene chiamato in causa raramente. Sprocati, in punta dei piedi, si è meritato i galloni da titolare. La rotazione degli uomini voluta da Bollini, dalla tre quarti in su, sta dando risultati eccellenti. Sulla duttilità e la determinazione di Coda ci sarebbero da scrivere fiumi di parole. A Pisa è stato (si è rivelato) determinante anche come assit-men.

Con quelle premesse non si può più vietare al popolo granata di sognare. Martedì, nel turno infrasettimanale, scende all’Arechi il Cittadella. Un avversario certamente ostico. Sognare è comunque lecito. Sugli spalti potrebbero essere superate le quindicimila presenze. La “Siberiano” tornerà calda e palpitante come nei periodi migliori. La “sciarpata” di quei fedelissimi, in curva a Pisa, è stata la migliore delle anticipazioni.

Sotto quindi con un’altra sfida. Senza sottovalutare mai nessuno. Una partita alla volta, un avversario alla volta, un punto alla volta. Perché vincere è determinante, ma muovere la classifica lo è ancora di più.

Se poi il “Magno” Claudio, a coronamento della sua ennesima sfida, riuscisse a sedersi anche in quella poltrona della serie B… 


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