RICCHETTI: "Da Lagonegro al 'San Paolo', che emozioni! Il futuro da allenatore? Per ora non ci penso"

di Enrico Volpe
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Lunedì sera la Salernitana affronterà l'Entella di Roberto Breda. Il tecnico trevigiano non è però l'unico ex della sfida che chiuderà la trentunesima giornata di campionato. Al fianco di Breda ci sarà anche Carlo Ricchetti, il quale vestì la maglia granata dal 1993 al 1999. Intervenuto ai microfoni di TuttoSalernitana, Ricchetti ha ripercorso la sua avventura salernitana.

Dopo una lunga gavetta tra giovanili e Allievi nazionali e come vice allenatore di Breda già a Latina e Terni si sente pronto per il "grande salto" come allenatore di squadra professionista?

"Nella vita nulla è scontato, non posso sapere cosa mi riserva il futuro in questo senso. C'è da dire che allenare una squadra di professionisti è una cosa molto diversa rispetto alle giovanili, per cui, per il momento, cerco di vivere al meglio questo ruolo poi, nel futuro, mai dire mai..."

A tal proposito ci può dire qualcosa in più sul suo rapporto con mister Breda e su come ha iniziato questa avventura?

"Roberto è una delle persone a cui sono maggiormente legato dalla mia esperienza a Salerno, i rapporti negli anni sono rimasti vivi e i contatti frequenti. Sono felice che abbia pensato a me per accompagnarlo in questa sua avventura da allenatore; ho accettato con piacere, per me è veramente un grande amico."

Facciamo un passo indietro. Che differenze ha trovato, al di là del fattore tecnico, tra la Salernitana 1993-94 e quella 1997-98.

"Due squadre, devo dire, tra loro diverse. In C vi fu una promozione del tutto inaspettata, partimmo tra lo scetticismo generale e perciò la gioia finale fu immensa, una cavalcata straordinaria. Nel 1997-98, invece, il progetto era diverso, la squadra era di per sé già molto forte e forse l'idea di qualcosa di importante non ci era del tutto estranea, c'era quindi un po' più di consapevolezza dei propri mezzi."

Oltre, naturalmente, alle promozioni, quale momento le è rimasto impresso della sua esperienza a Salerno?

"Per me la gara del San Paolo rappresenta ancora oggi l'apice del mio trascorso a Salerno, al di là del risultato finale, vincere nello stadio pieno una gara che, come detto prima, mai ci saremmo sognati di giocare alla vigilia del torneo. Il culmine di una stagione magica."

Ci racconti, infine, un episodio o un aneddoto di quegli anni.

"La memoria torna ancora alla stagione 1993-94. Eravamo in ritiro a Lagonegro e venimmo raggiunti da circa 500 tifosi granata per una civile contestazione. Ricordo che avremmo dovuto giocare un triangolare ma le gare non furono più disputate per ascoltare le ragioni dei tifosi. Questo episodio credo sia stato uno degli elementi decisivi che ci diede la carica per raggiungere quella promozione inaspettata."


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