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CENTENARIO: più che festeggiare bisogna riconquistare i tifosi

di Antonio Siniscalchi
Fonte: LIRATV
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Il conto alla rovescia è scattato da tempo. Ad oggi mancano due mesi esatti al centenario un appuntamento atteso ma che cade in uno dei momenti più difficili della storia della tifoseria granata. Non solo in Curva Sud non si registra una linea unitaria nella forma di protesta e contestazione alla società ma c’è una fetta cospicua di tifosi che non entra, non manifesta all’esterno dello stadio e preferisce seguire la Salernitana da casa o addirittura fare altro.

Al di là dei proclami e delle promesse è probabilmente questa la missione più difficile per Lotito e Mezzaroma: riconquistare la fiducia della piazza abbattendo il malcontento a suon di risultati ma soprattutto contrastando l’indifferenza che sta prendendo il sopravvento. La sensazione è che questi quattro anni di B abbiano determinato un solco profondo tra gran parte della tifoseria e questa proprietà. I campionati in fotocopia, le ambizioni riposte sempre nel cassetto prima di Natale, hanno alimentato il fronte degli scettici e dei delusi. E neppure il traguardo del centenario sta scuotendo il tifo granata.

Un appuntamento che sta scivolando via in sordina, quasi nel silenzio generale con sullo sfondo sentimenti di amarezza e delusione per quello che poteva essere e non è stato l’ennesimo torneo delle promesse mancate. Sappiamo bene che se Lotito vuole può e sa raggiungere tutti gli obiettivi. Il nodo da sciogliere è e resta quello della multiproprietà. Ed ora che anche il Bari di De Laurentis è arrivato in C, tra i professionisti il problema si propone in stereofonia. Cosa farà il mondo del calcio? Agli inguaribili ottimisti consigliamo di restare cauti: l’orientamento dopo le figuracce delle italiane in Europa è rendere il massimo campionato ancor più competitivo figuriamoci se fanno giocare squadre di parenti e affini nella stessa categoria.