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FABIANI: "Bomber? Non mi pare altrove segnino di più. Cerci? Non è colpa di Ventura"

di Gaetano Ferraiuolo
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"Se guardiamo l'ultima prestazione il tranello è dietro l'angolo, dobbiamo restare concentrati e pensare che a Cremona ci aspetta un'altra battaglia". Così il direttore sportivo della Salernitana Angelo Fabiani ai microfoni di Radio Mpa durante la trasmissione "TuttoGranata". "Non bisogna attribuire la responsabilità dell'arrivo di Cerci a Ventura" prosegue il dirigente a "tutela" del mister piuttosto bersagliato dalla critica per l'approdo a Salerno del suo pupillo "C'è sempre stato un confronto sul mercato con la società, se Lotito e Mezzaroma non avessero voluto un calciatore non lo avrebbero preso. Sapevamo perfettamente che parliamo di un giocatore reduce da una lunga inattività e abbiamo messo in preventivo che nemmeno due mesi sarebbero stati sufficienti per vederlo in buone condizioni. Bisogna avere pazienza senza caricargli pressioni sulle spalle nè attribuire responsabilità. Se l'intento è quello di voler far pesare a Ventura questa situazione vi sbagliate di grosso, nella Salernitana si decide a livello collegiale. Maistro lo abbiamo messo noi a disposizione dello staff tecnico e il mister ci ha detto che era adatto alla nostra rosa. Evidentemente abbiamo avuto ragione tutti noi".
Si chiede a Fabiani come mai buona parte della tifoseria lo contesti: "Un elogio o una critica eccessiva non mi smuovono, altrimenti non potrei fare questo mestiere. Il calcio è questo, la vita è questa. Io devo gestire nel migliore dei modi la Salernitana portando vantaggi alla società composta da Claudio Lotito e Marco Mezzaroma. Non sono i presidenti, rappresentano la proprietà e hanno le quote al 50%: io devo gestire soltanto il patrimonio, credo che sto tutelando in larga parte l'interesse di una intera comunità. Gli applausi e i fischi sono all'ordine del giorno, chi non sopporta le critiche non può fare questo mestiere". 

Il direttore sportivo prosegue parlando del campionato disputato sin qui dalla Salernitana e del prossimo avversario che, leggendo i nomi che compongono la rosa, è decisamente più forte di quanto non dica la classifica: "Ad oggi il bilancio è positivo, segno più senza alcun dubbio. Abbiamo smantellato una squadra che aveva fatto fatica per motivi che ancora oggi non conosciamo, mi sembra che Frosinone e Cremonese stanno vivendo la stessa situazione pur avendo organici fortissimi. Soddimo, Ceravolo,Ciofani, Agazzi, Bianchetti, Castagnetti, Arini: ma di che stiamo parlando? Il calcio riserva sempre delle sorprese. Noi abbiamo un gruppo giovane e siamo soddisfatti, speriamo di continuare su questa squadra vedendo dove possiamo arrivare a maggio. Non ci sono sorprese nè in positivo nè in negativo, siamo in sintonia con quello che abbiamo costruito di partita in partita. Non era un dramma dopo Pisa, non siamo i più forti dopo l'Entella".

Come si spiega, dunque, la crisi della Cremonese? "Lo scorso anno tutti ci domandavamo come mai la Salernitana soffrisse con giocatori straordinari, tutti gli addetti ai lavori davano un voto importante al nostro gruppo. Siamo entrati in un vicolo cieco e abbiamo fatto fatica a venirne fuori, non riesco a spiegarmi come mai alla Cremonese stia capitando la stessa cosa. Anche nella passata stagione, però, hanno ingranato nel tempo macinando punti su punti. Il campionato è tutto da giocare e da scoprire. Io guardo in casa mia e dico che ci sono margini di miglioramento in tutti i reparti e in tutti gli uomini, se poi vogliamo arrivare alla sterilità delle punte dico che non mi sembra di vedere in altre squadre attaccanti che macinano gol su gol. Nel campionato la vita dei bomber è difficile, il tatticismo è talmente esasperato che fai fatica a fare tanti gol. Eccezion fatta per Iemmello mi sembra che non ci siano cannonieri che stanno dominando, è un fatto sotto gli occhi di tutti e acclarato".

Infine una battuta sulla multiproprietà: "Sognare non costa nulla. Solo chi non vuol capire non capisce. La Salernitana ha due azionisti, questo non vieta minimamente di arrivare in serie A: loro sarebbero i primi ad esserne contenti. Ci sarà tempo a disposizione, sei mesi, per poter regolarizzare tale posizione. Possono accadere tante cose, come un cambio normativa: è una regola alquanto stupida, la cultura del sospetto andrebbe accantonata. C'è anche il caso del Bari che, prima o poi, scala le categorie e si presenta lo stesso problema. Bisognerà necessariamente cambiare le cose". 


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