PERPETUINI: "Bollini è un cultore del lavoro, cura bene i particolari. Vincere il derby dà morale"

di Giuseppe Bottone
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Ieri sera l'ex centrocampista della Salernitana Riccardo Perpetuini, è stato ospite a Zona Mista, programma condotto da Eugenio Marotta su Tv Oggi. L'ex calciatore granata, dopo aver annunciato il ritiro dal calcio in questa estate, ha parlato della sua scalata agli studi da odontoiatra: “Mi mancano soltanto quattro esami, ormai posso dire di essere in dirittura d’arrivo: ci siamo. Ho fatto una scelta, con il calcio ci ho provato fino all’ultimo secondo ma nel momento in cui mi sono mancati alcuni stimoli ho deciso di guardarmi allo specchio e prendere la scelta che ritenevo più giusta. Se fossi stato a Salerno, forse in questa situazione non avrei lasciato. Giocare in serie B in una squadra così importante dà stimoli incredibili. Non sono abituato a fare brutte figure o tanto meno a 'rubare soldi' andando in campo senza voglia".

Le pressioni della piazza di Salerno: "Giocare qui non è facile, passi dall’esaltazione alla depressione in poco tempo. Basta qualche risultato negativo e cambia tutto. Io credo che la squadra messa a disposizione di mister Bollini possa ambire a qualcosa in più di una semplice salvezza, perché no magari anche ai play-off. In Lega Pro ricordo che feci un bel gol a Lecce, così come in C2 in casa contro l’Aprilia che era la nostra principale antagonista in quel girone di serie D. All’epoca allenata da Vincenzo Vivarini".

Le esperienze personali con mister Bollini, conosciuto nelle giovanili biancocelesti: "Alla Lazio ho avuto mister Bollini con la Primavera. E’ un cultore del lavoro, cura bene i particolari e da un paio di anni a questa parte allena con buoni risultati anche tra i professionisti. Ha le capacità per trovare la quadratura, gli auguro che sin da domenica possa riscattarsi, dimostrando a tutti di essere un ottimo allenatore. Si è molto legati ai risultati. Le parole di Lotito? E’ un presidente che si fa sentire, tiene molto alle sue squadre. Io non so qual è il modulo migliore, lo saprà sicuramente il mister e spero che lo dimostri già dalla prossima partita. All’epoca, quando c’era mister Perrone, noi utilizzavamo parecchi moduli e sostanzialmente gli interpreti erano quasi sempre gli stessi. Non credo che il modulo possa destabilizzare più di tanto, ciò che conta sono gli interpreti. Per me non è fondamentale l’atteggiamento tattico ma quello mentale". 

Tuia amico dentro e fuori dal campo: "Sarò di parte perchè siamo cresciuti insieme, ma Alessandro è un giocatore importante che ha raccolto meno di quanto meritasse. Non so se gli è mancata la fame,  ma di sicuro un po’ di fortuna. Viene da parecchi infortuni ed ogni qualvolta che riesce a trovare minutaggio e continuità gli succede qualcosa. Dalla Lazio sono arrivati parecchi giocatori validi, che avevano fatto bene anche in Lega Pro. Spesso uscire dal settore giovanile e trovarsi in prima squadra dà pressioni, altre volte magari si fanno valutazioni errate. Venire a Salerno rappresenta un motivo d’orgoglio e di crescita. Sotto questo punto di vista, non ci sono piazze migliori. Giocare davanti a 12mila persone è sempre meglio che giocare in uno stadio con 300 tifosi".

Infine, considerazioni sull'imminente derby del Partenio: "Vincerlo ti darebbe morale, spinta, è una partita che la gente aspetta più delle altre. Non sono i classici tre punti. Non mi stupisce che i biglietti siano stati polverizzati in pochi minuti. Ma sarebbe successo anche se ce ne fossero stati a disposizione il doppio. Non so che gara sarà, non ci sono favoriti, è una partita assai diversa dalle altre".


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