PERUGIA - Gabriel: "Ho sposato sin da subito l’organizzazione societaria"

di Luca Esposito
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Gabriel Vasconcelos Ferreira, portiere del Perugia, è intervenuto dalle colonne del sito ufficiale: “Ricordo che da piccolo non giocavo come portiere, ma mi capitava spesso di guardare mio cugino e altri estremi difensori, e mi piaceva il fatto che usassero i guantoni. L’Italia per me è stato un sogno che si è realizzato. Quando sono arrivato ero molto giovane, non è stato semplice adattarmi alla lingua e alla cultura, ma oggi sto davvero bene. In Brasile i miei punti di riferimento sono stati Taffarel prima, Dida e Julio Cesar poi. Tra i calciatori con i quali mi sono allenato, posso dire che Pato, Higuain e Balotelli vedono la porta in una maniera incredibile. Difficile scegliere una mia parata preferita, ho passato momenti importanti che spero di vivere anche nel Perugia. Com’è nata la trattativa per venire qui? Un giorno mi ha chiamato il mio procuratore, che mi ha spiegato la situazione. Ho poi incontrato il direttore, che mi ha illustrato il progetto e l’organizzazione societaria. Ho colto al volo l’opportunità. Perugia mi piace perché è una città viva, con tanti giovani. Ebbi modo di toccare con mano l’atmosfera quando venni qui a giocare con il Carpi: fu qualcosa di impressionante. Mi sento un giocatore in grado di dare qualcosa dentro e fuori dal campo, voglio dimostrare ai più giovani che senza allenamento e dedizione è difficile raggiungere i propri obiettivi. La lontananza della famiglia si fa sempre sentire, ho dei fratelli molto più piccoli che mi mancano molto, ma alle volte vengono in Italia. Se non avessi fatto il calciatore, sono sicuro che avrei provato ugualmente a lavorare nel mondo dello sport“.


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