SALERNITANA: Breda, avversario del cuore

di Luca Esposito
Fonte: ottopagine
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Ha sempre ammesso senza retorica che non può essere una partita come le altre. E sarà così anche sabato pomeriggio quando Roberto Breda, si (ri)troverà davanti quel granata che ha tinto le pagine più belle della sua carriera. Ché l’attuale tecnico del Livorno è uno di quelli che ha saputo lasciare il segno nella quasi centenaria storia del cavalluccio marino, creando un rapporto fortissimo con Salerno e la sua gente. Secondo recordman (dopo Luca Fusco), per presenze con la maglia della Salernitana, l’ex centrocampista è stato protagonista di tante imprese conquistate nei magnifici anni Novanta. Arrivato all’Arechi nella stagione ’93-94 vi restò per sei campionati, dando un contributo importantissimo prima al ritorno in serie B e, poi, alla conquista di una storica promozione in serie A ch’era stata sfiorata per due volte nel ’94-95 e nel ’95-96. Un legame, quello tra il “capitano” e la Salernitana, interrottosi per qualche anno, prima del ritorno nel 2003 quando Breda indossò per altri due anni la casacca con il cavalluccio marino sul petto, chiudendo la carriera nel 2004/2005. Annata che ricorderà bene anche Angelo Gregucci, allenatore che fu chiamato a campionato in corso per risollevare la Salernitana dopo un inizio di stagione difficile. Ma la storia d’amore tra Breda e Salerno è proseguita anche dopo aver appeso le scarpette al chiodo. Nel 2006 l’allora sindaco Vincenzo De Luca gli affidò l’incarico (esterno) di assessore allo Sport, rendendo ancor più forte un legame che, per emozioni, ha conosciuto il punto più alto nella stagione 2010/2011. La Salernitana targata Antonio Lombardi, dopo la retrocessione dalla B alla C1, scelse di affidare la panchina granata “capitano” per tentare di tornare subito in cadetteria. L’inizio dell’avventura da allenatore sulla panchina dell’Arechi non fu semplice, anche per via delle vicissitudini societarie che, a fine stagione, avrebbero portato al secondo fallimento della storia. Breda, nonostante tutto, riuscì a traghettare quella squadra “povera ma bella” ai play-off, mancando la promozione nella finale con il Verona. Sabato la Salernitana (ri)troverà nuovamente il “suo” capitano. E, al di là del risultato, non potrà mai essere una partita come le altre.