SALERNITANA: i tifosi invocano una svolta a Lotito e Mezzaroma

di Luca Esposito
Fonte: La Città
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È un «io» che diventa «noi». Fateci caso. Chiedete ai tanti innamorati traditi dalla loro “signora del calcio” vestita di granata, a campione, qual è il loro stato d’animo ora che si ricomincia (già) a pensare che “anche quest’anno la Salernitana farà i playoff l’anno prossimo”. La stragrande maggioranza comincerà la risposta più o meno allo stesso modo: "Se mi sono stancato io...". Eccolo, quell’«io» che diventa «noi»: perché tra tante voci, storie e posizioni diverse, c’è un coro che s’alza forte. E recita - in soldoni - così: "Dopo quattro anni, siamo stanchi di galleggiare in serie B". Le parole del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, hanno colpito nel segno e l’apertura al confronto di Marco Mezzaroma e Claudio Lotito, pur fermi sulle proprie posizioni, non ha stemperato i toni d’una piazza sospesa tra rabbia e scoramento, nella settimana in cui la squadra è in ritiro a San Gregorio Magno per ritrovare se stessa prima del match di sabato a Livorno. "Vorrei sapere che fine hanno fatto quei calciatori che hanno trascorso quasi un campionato intero da infortunati, su tutti Di Gennaro. L’errore principale della proprietà e del ds Fabiani è stato non aver preso a gennaio alternative valide ai giocatori che a Salerno dovevano fare la differenza e invece si vedono solo in infermeria", dice Salvatore Orilia, presidente del Salerno Club 2010. Poi va nel merito del “dibattito”: "Per il bene della città ma soprattutto della tifoseria non vorrei che si rompessero gli equilibri. Tra le varie componenti c’è poca unione, perché siamo tutti molto delusi. Lotito e Mezzaroma? Eravamo tutti presenti in Comune, con l’allora sindaco De Luca, quando furono scelti - ricorda Orilia -. Ora se questa proprietà vuole andare avanti deve farlo con ambizione. Bisogna voltare pagina. Il presidente della Regione si faccia garante di questo incontro".

Così Riccardo Santoro, che guida il Centro Coordinamento Clubs: "De Luca ha fatto quello che avrebbe dovuto fare da tempo. È stato anche lui un artefice dell’arrivo a Salerno di questa proprietà ed è giusto che ora voglia sapere i nuovi programmi. Quali sono? Mezzaroma assicura ambizioni, Lotito fa capire che più di così non si può fare. Le due versioni si contraddicono". Annuncia volontà di manifestare il proprio dissenso il club Mai Sola, per voce del presidente Antonio Carmando: "A salvezza ottenuta protesteremo per far capire alla proprietà che non ci sta bene “sopravvivere” in questo modo, non ha senso. Sono d’accordo con quel che dice il governatore, anzi forse è già un po’ troppo tardi. È il quarto anno che si ripete sempre la stessa storia. La piazza è disaffezionata, la gente dopo la partita va via perché non ha neppure la forza né la voglia di contestare". Già pronto ad “azioni forti”, invece, il Club Amici della Salernitana. Angelo Marinari non ci gira intorno: "Io e gli altri soci strapperemo il nostro abbonamento. E probabilmente non saremo neppure sabato a Livorno. Siamo stanchi, non vogliamo essere più mortificati. Siamo disgustati della prosopopea della società, dalle offese di Lotito e dalle sconfitte in casa che si ripetono come mai nella nostra storia. Sono stato tra i fondatori dei Lions nel 1986, seguo la Salernitana da quando sono nato e non accetto il flebile galleggiamento che ci viene garantito. Questo ciclo è finito. Vale per i proprietari e anche per Fabiani che ha allestito questo progetto dal risultato fallimentare". Fuori dalle sigle dei club, ma con un’incrollabile fede granata, Massimo Grisi sintetizza: "De Luca non ha parlato a caso, anche se non capisco perché nomini solo Lotito e non Mezzaroma. Ha lanciato un messaggio ben chiaro a una proprietà che ha dimostrato come la posizione della Salernitana nel panorama calcistico non sarà superiore alla serie B. I fatti parlano dell’ennesimo campionato mediocre, manca la programmazione. E non si dica che si pagano gli stipendi: farlo è un dovere, non certo una nota di merito. Sono deluso". Sono tutti delusi. È un «io» che diventa «noi»...


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