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SALERNITANA, l'importanza di avere un gruppo unito

di Orlando Aita
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La prima partita dell'anno è stata archiviata con una vittoria. Una vittoria importante in ottica salvezza, su un campo difficile, contro un avversario tosto e di qualità. Una classifica che inizia a diventare piacevole e stimolante. Un settimo posto e ventinove punti che equivalgono, al momento, ai 'play-off'. Il girone di ritorno è appena cominciato, mancano ancora diciotto partite alla fine, ma 'chi ben comincia è a metà dell'opera'. 

Nei novanta minuti di Pescara si è vista una Salernitana diversa: differente nella personalità, nel modo di giocare e nell'approccio alla gara. Dall'undici titolare ai panchinari, passando dal mister Ventura, all'Adriatico tutti sono scesi in campo con la consapevolezza di dover portare a casa il risultato. Questo è un modo di pensare che appartiene soltanto alle grandi squadre. E se i granata vogliono compiere il salto di qualità e passare da realtà medio-piccola a una delle protagoniste del calcio italiano, allora questa è la strada giusta da seguire. La rosa che ha disposizione l'allenatore è ottima: ha circa quindi calciatori tutti diversi, ma ognuno ha delle caratteristiche uniche. La forza della Salernitana, quest'anno, è il gruppo: mister Ventura ha puntato molto sull'unità e sulla disponibilità dei suoi ragazzi. Non ci sono distinzioni, chi parte titolare è uguale a quello che si siede in panchina. E tutto questo è importante perché porta a un equilibrio interno essenziale in una squadra di calcio. L'anno nuovo è iniziato con il piede giusto, ma una singola partita non basta. Bisogna riconfermarsi subito, già sabato con il Cosenza. La salvezza è alla portata, i play-off anche.