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SALERNITANA: manca poco al Centenario, ma cosa si festeggia esattamente?

di Matteo Di Palma
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Mancano tre giorni al fatidico 19 giugno, e sono previsti eventi in città che onoreranno al meglio i cento anni di vita della Salernitana. Ma cosa si festeggia esattamente? Di seguito un riepilogo sintetico sulla storia granata, dalla fondazione a oggi.

La Salernitana nasce nel 1919 in pieno dopoguerra, dalla collaborazione di dirigenti e giocatori delle preesistenti società calcistiche cittadine. Viene inizialmente concepita come polisportiva, ma il calcio diventerà negli anni sempre più l'attività principale. I colori ufficiali sono il bianco e il celeste.

Partecipa ai primi campionati, raggiungendo il massimo livello ma senza brillare particolarmente. Nel 1922 si fonda con l'Audax e dà vita alla Salernitanaudax, prendendo parte a campionati e a diverse amichevoli. Non ottiene risultati positivi a livello ufficiale, e a causa di problemi economici e divergenze interne resta inattiva per due anni, a partire dal 1925. Nel 1927 si fonda con Campania e Libertas, diventando Unione Sportiva Salernitana Fascista. Per due stagioni veste la maglia granata già del Campania, prima che il biancoceleste venisse nuovamente ripristinato. 

Milita per molti campionati in terza serie. Nel 1938 approda per la prima volta in Serie B, ma vi resta per una sola stagione. Nel 1942 conquista per la seconda volta la Serie B. Poi scoppia la guerra, e i campionati si fermano per due anni. Nel frattempo, vince la Coppa Liberazione del 1944 ed arriva seconda nel Campionato Campano del 1945.

Terminata l'attività bellica, diventa Unione Sportiva Salernitana e veste di nuovo la maglia granata. Milita nel campionato misto A/B nel 1945-46, e approda per la prima volta in Serie A nel 1947-48. Retrocede per un solo punto, e per alcuni anni rimane stabilmente in Serie B. Nel 1949 assume il simbolo che la identifica ancora oggi: l'ippocampo.

Nel 1956 retrocede in Serie C, e vi rimane fino al 1966, quando vince il torneo e ritorna in B. Ma la permanenza in tale categoria dura una sola annata. Seguono poi 23 anni di terza serie. Nel frattempo, diventa Salernitana Sport nel 1977 perché viene inglobata da una nuova società che le risolve i problemi debitori. Ma i guai economici non si risolvono definitivamente, anche se il club riesce ad andare avanti, e nel 1990 torna in B. La permanenza in cadetteria dura solo una stagione, nella quale inaugura il nuovo Stadio Arechi.

I granata tornano poi in seconda serie nel 1994, e nel 1998 raggiungono nuovamente la Serie A.

Nel massimo livello restano solo una stagione, per poi giocare per alcuni anni in B, nei quali sono ancora vivi i ricordi di diversi derby contro il Napoli, disputati anche in alcune edizioni di Coppa Italia di quegli anni.

Nel 2003 la squadra retrocede, ma viene ripescata grazie al "Caso Catania". Viene radiata nel 2005, e nasce la nuova Salernitana Calcio 1919 che riparte dalla Serie C1, raggiungendo la Serie B dopo tre stagioni. Nel 2009 il nuovo sodalizio si appropria del logo della precedente Salernitana, ma alla fine dell'annata retrocede in terza serie. Nella stagione successiva il club è in gravissime condizioni economiche, ma nonostante i diversi disagi riesce ad arrivare in finale playoff, persa contro il Verona. Poco dopo la Salernitana fallisce, e al suo posto nasce il Salerno Calcio, che riparte dalla Serie D 2011-12.

Ottiene la promozione nel professionismo, e qualche mese dopo assume l'identità della Salernitana. Nel 2013 viene promossa nel terzo livello, e vince inoltre la Supercoppa di Seconda Divisione. Nel 2014 vince la Coppa Italia Lega Pro. Nel 2015 conquista la Serie B, vincendo il proprio girone. Nella stagione successiva si salva battendo il Lanciano nello spareggio playout. Da allora ad oggi milita stabilmente in Serie B, categoria mantenuta anche per la prossima stagione, grazie alla vittoria contro il Venezia al playout.