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VENTURA: "Salerno, il massimo! Obiettivo? I 25mila dell'Arechi"

di Gaetano Ferraiuolo
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Giampiero Ventura si è presentato questa mattina in conferenza stampa parlando diffusamente del futuro. Un progetto apparso immediatamente credibile e interessante: “Sono felice di essere qui perché ritorno a fare quello che ho sempre fatto in tutta la mia vita sportiva. Mi piace allenare tutti i giorni, confrontarmi ed essere un uomo di campo che produce. Il calcio è cambiato radicalmente, oggi devi pensare al risultato sportivo-economico per avere un futuro. Le mie recenti esperienze possono aver annacquato qualcosa, ma dentro di me è aumentata la determinazione di voler fare ciò che ho sempre fatto. Quale piazza migliore di Salerno? Conosco bene l’Arechi, in serie A ci sono stato da avversario. Due ore prima della partita c’erano 30mila persone, è quello lo stadio che conosco io. Non servono parole, ma fatti. Se riuscirò ad ottenere l’obiettivo sarò felicissimo di rivedere l’Arechi pieno. Serie A? Vincere è una conseguenza, la voglia è quella di ridare un’anima ad una squadra che ha un pubblico che è abituato a pretendere per quella che è la sua grande storia. Vorrei essere ricordato non per chi ha vinto, ma per chi ha riportato i 25mila al loro posto. Devo trasmettere ai calciatori l’orgoglio della maglia granata. Spero sia l’inizio di un’avventura produttiva, ringrazio il presidente per l’amicizia che mi concede e per tutti gli attestati di stima. Si parte, siamo pronti!”.

Ventura svela le prossime strategie di mercato pur senza fare nomi: “Il ritiro è fondamentale, mi aspetto l'arrivo di sette calciatori entro il 18 luglio. E' in ritiro che si plasma la squadra, che si conoscono gli uomini prima ancora che i giocatori. Lotito ha parlato di elementi con delle potenzialità. Quando al Torino abbiamo preso Darmian alla Primavera del Palermo, lo abbiamo venduto al Manchester United. Glik era una riserva del Bari, oggi è capitano del Monaco nella serie A francese. Il vero problema di oggi non è prendere calciatori per la piazza, ma giocatori per la Salernitana. Se il presidente mi avesse parlato semplicemente di promozione ci avrei riflettuto di più, a me piace che nel confronto si sia parlato di produrre, lavorare e confrontarsi mettendoci competenza ed entusiasmo. Vincere è la conseguenza di quello che si fa quotidianamente, se non partiamo da questo presupposto diventa una lotta impari. Sappiamo che mancano 7-8 giocatori di un certo spessore per Salerno, non siamo ancora pronti. A me il chiacchiericcio da bar non serve e mi fa perdere tempo: l’Arechi pieno ti farà capire che sei sulla strada giusta. Creando i presupposti è chiaro che in serie A ci arrivi”.

Inevitabilmente si parla della sua recente esperienza e la risposta farà sicuramente piacere ai tifosi: “Dopo 33 anni di risultati e milioni e milioni di euro di plusvalenze sono bastate due sconfitte contro Spagna e Svezia per cancellare una carriera che voglio riprendermi a Salerno. Chi lo dice che sia un passo indietro? Dico anche una cosa scaramantica: il mio ultimo anno di B coincide con una promozione. Anche in quel caso c'era una maglia granata: dalla cadetteria arrivammo in Europa. Chissà! State certi che con la Salernitana mi riprenderò le mie soddisfazioni, per farlo chiaramente c'è bisogno di tutti perchè da solo non vado da nessuna parte”.