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TS - Troianiello: "Salernitana, col tifo avresti ancora più punti. Poco gioco sulle fasce"

di Luca Esposito
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© foto di Federico Gaetano

Gennaro Troianiello è stato ospite telefonico della nostra trasmissione "SeiGranata" ieri sera e ha detto cose molto interessanti sulla Salernitana e sull'assenza del pubblico allo stadio:

Che idea si è fatto di questa Salernitana?

“L'idea di gioco è chiara. L’importante, nel calcio, è non prendere gol. Poi prima o poi si fa. C’è poi una coppia affiatata in attacco, Djuric e Tutino sono giocatori forti per questa categoria. Il gioco di Castori è un po’ penalizzante perché si va poco sulle fasce e si sfruttano poco le corsie esterne, ma sono calciatori di livello e, prima o poi, il pallone giusto arriva. Va fatto un applauso a tutti perché stanno facendo un grande lavoro, i risultati sono gli occhi di tutti. Secondo me dopo la partita contro il Monza si delineeranno gli scenari definitivamente: capiremo se la Salernitana dovrà accontentarsi dei playoff o può ambire alla promozione diretta. Non me lo aspettavo, sinceramente, ma è chiaro che mi fa piacere. Bisogna crederci fino alla fine, ed è giusto. 4 punti di distacco dal Lecce non sono tantissimi, basta approfittare di un loro passo falso per stare alle spalle pronti ad approfittarne”.

Cosa conta per vincere?

“Chi ha la squadra più forte alla fine vince quasi sempre, ma ci sono tante componenti che pesano. Deve girare tutto nel migliore dei modi. A Sassuolo abbiamo vinto il campionato quando c’era una rosa apparentemente inferiore rispetto alle stagioni passate. Anche l’allenatore ha un ruolo importante, ma senza giocatori di livello non vai da nessuna parte. Il Monza è una eccezione. Non sta facendo male, ma eravamo convinti tutti stracciasse il campionato.  A Palermo era uno squadrone e vincemmo con 4-5 giornate d’anticipo, l’amalgama è importante ed è alla base di ogni programmazione”.

Che fa oggi Troianiello?

“Sto facendo il corso da allenatore, ho trovato tanti calciatori ancora in attività come Criscito e Quagliarella. Devo ancora capire cosa voglio fare da grande, non mi vedo molto come tecnico da prima squadra ma più come collaboratore perché è un ruolo troppo stressante per il mio carattere. Ci sono pressioni non indifferenti”.

Pesa lo stadio vuoto?

“Il pubblico a Salerno è un vantaggio, chi viene a giocare ha sempre timore ed è normale. 20mila persone che tifano per te alzano l’adrenalina e c’è una forza diversa. Con una Salernitana terza in classifica ci sarebbe stata una spinta in più”

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Lunedì 19 aprile 2021
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