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Salernitana, appena 76’ nelle ultime sette giornate per Cicerelli, anche Anderson nell’ombra

di TS Redazione
Fonte: La Città
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© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com

"E mi ricordo chi voleva al potere la fantasia… ”. Non è il brano con il quale Vasco Rossi ha esordito al Festival di Sanremo, ma è una delle sue canzoni più conosciute. Stupendo , nata nel 1993, 11 anni dopo la prima volta sul palco dell’Ariston per il Blasco (1982), esattamente il tempo trascorso tra la fine della prima esperienza di Fabrizio Castori sulla panchina granata e il ritorno all’ombra dell’Arechi. Se nel 2008-2009 il suo esonero fu causato anche dallo scarso utilizzo di Roberto Merino, il calciatore forse di maggiore fantasia del club allora presieduto da Antonio Lombardi , non è che vada particolarmente meglio ai calciatori più estrosi dell’attuale organico affidato al trainer marchigiano. Dopo il diez peruviano, anche un altro numero 10 granata, Emmanuele Cicerelli, è uscito dai radar da tempo, impiegato ormai con il contagocce specie dopo il definitivo passaggio al 3-5-2. Il tecnico ex Trapani nelle ultime sette giornate gli ha concesso infatti appena 76’ complessivi in cinque presenze. Il folletto foggiano anche ieri l’altro, contro la Spal, è stato gettato nella mischia poco prima del recupero, e non particolarmente meglio è andata al suo compagno di squadra Andrè Anderson che, dopo esser stato virtualmente investito del ruolo di vice Tutino , si è limitato a qualche spezzone di gara. Eppure nei 19’ concessigli contro gli estensi, il talentuoso 21enne italo-brasiliano ha dato la sensazione di poter creare più d’un grattacapo alla formazione allenata da Pasquale Marino , conquistando peraltro di furbizia il calcio di rigore conteso a Francesco Di Tacchio e poi fallito proprio dal capitano. I due nuovi innesti hanno creato più apprensione negli ultimi scampoli di gara di quanto fatto nell’intera partita dalla Salernitana, in collaborazione con un altro subentrato il cui impatto è stato estremamente positivo, Cedric Gondo . Vero è che la Salernitana nelle ultime 8 gare non ha conosciuto la parola sconfitta, ed è reduce anche da tre sfide di fila senza subir gol, segno che l’equilibrio predicato a lungo da Castori è marchio di fabbrica ormai ben delineato, altrettanto vero, però, è che al netto della sfortuna e dei tre rigori consecutivi sbagliati, la squadra granata ha palesato non tanto lacune nel tipo di gioco proposto, quanto nella pericolosità negli ultimi metri di gioco.

Abbandonato il 4-4-2, che pure poteva consentire al trainer marchigiano opzioni leggermente più offensive, non tanto nell’impostazione tattica, quanto nel ventaglio delle scelte, anche il 3-5-2 è stato leggermente modificato dopo le brutte sconfitte rimediate contro Monza ed Empoli su tutte, in particolare sacrificando sull’altare proprio dell’equilibrio lo stesso Anderson, utilizzato da mezzala titolare nella prima fase del campionato, e capace di regalare giocate di qualità dalla trequarti in poi, però pure costretto a un compito difensivo in fase di non possesso che è poco nelle sue corde. E proprio sui "calciatori di squilibrio", ipse dixit , si è aleggiata l'ombra della panchina, salvo rare e fugaci occasioni per provare a ribaltare le gerarchie. Certo in 10’ scarsi di impiego cambiare il destino di una partita è missione spesso impossibile, ma il 3-4-2-1 utilizzato per l’assalto finale alla Spal lascia pure i suoi rimpianti. Perché oltre al rigore sbagliato, e quello non concesso poco dopo, che pure grida ancora vendetta, la sensazione è che la squadra dell’ippocampo abbia messo in seria difficoltà l’impianto difensivo avversario, creando diverse situazioni insidiose prima del triplice fischio. Ché la fase clou del torneo si avvicina, e le occasioni perse rischiano di pesare troppo. Che, per (ri)dirla alla Vasco, “ erano giorni di grandi sogni sai, erano vere anche le utopie... ”. E il sogno della Salernitana inizia con la prima lettera dell’alfabeto.

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