ARTISTICO: “Fossi in Coda resterei. Troppi giovani arma a doppio taglio”

di Simone Gallo
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Nel giorno del compleanno della Salernitana, parla un grande ex granata come Ciccio Artistico, il quale attraverso le pagine del quotidiano La Città, dispensa consigli a Coda e società. Queste le sue parole:

Artistico ma quanto pesa la maglia granata?

Pesa tanto, troppo, ma è così che funziona in tutte le piazze importanti. E quindi già chi viene acquistato deve avere le credenziali, non solo tecniche ma anche caratteriali, per poter affrontare una città simile ed uno stadio caldo come l’Arechi. Al di là di quelle che possono essere i numeri dei singoli chi arriva a Salerno deve essere pronto anche psicologicamente”.

Chi rischia di andar via è Coda che potrebbe “tradire” la Salernitana con il Benevento.

Si perderebbe un giocatore che a me piace tantissimo. Vede la porta, ha fisico ed ha dimostrato di essere importante per la squadra. C’è da dire che giunti alla sua età se si ha la possibilità di affrontare una sfida in massima serie è giusto pensarci. Ma se fossi ancora a Salerno non me ne andrei al Benevento. Non sono nella sua testa e da un lato penso che sia giusto sfruttare la possibilità, dall’altro gli consiglio di pensare molto bene prima di lasciare una città ed una piazza come quella di Salerno”.

Con 33 gol in due anni di B, è pronto per la A?

Beh, uno che segna così tanto in B... e poi c’è Falcinelli che insegna. E’ andato a Crotone, non sembrava adatto ad una sfida simile e si è pure preso qualche critica ingenerosa. Poi però ha dimostrato tanto: la salvezza dei calabresi è passato quasi solo dai suoi gol. Coda è negli anni della maturazione ma giocare a Salerno non è cosa da poco. Io ci penserei, magari la Salernitana fa la squadra competitiva e lui davvero resta per giocarsi la vittoria del campionato”.

Indipendentemente dal futuro di Coda la politica della Salernitana sembra orientata ai giovani.

Con tanti ragazzi in squadra il rischio di fare un campionato anonimo c’è. La B è un campionato importante, mentalmente e fisicamente, la stagione non finisce mai. Nella nostra squadra c’era qualche anzianotto e pure qualche giovane di prospettiva. Penso ad un Di Vaio che era ragazzino e a Ciro Ferrara che in difesa gestiva con un’esperienza invidiabile. Dev’essere questo il cocktail perfetto perché con troppe nuove leve credo che si possa rischiare il tracollo”.

Prima a Salerno, poi a Torino lei ha vinto il campionato di B. Il segreto del successo qual è?

Bisogna essere professionisti, capire la fortuna che si ha nel fare questo lavoro, se così vogliamo chiamarlo, e rispettare una città come quella di Salerno che vive di calcio. Non deve mai mancare la voglia di lavorare. Le cose vanno fatte per bene. Ad un attaccante può capitare una stagione no: può fare anche soli 5 gol ma deve dare sempre tutto affinché non gli possa essere rimproverato nulla a fine anno. Io ho avuto la fortuna di vincere ed ancora oggi si ricordano di me”.


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